Il percorso degli STAIN inizia con una promettente confusione.
Quando un progetto è veramente maturo? Quando suoni, testi e concetti arrivano ad essere talmente profondi, da poterli definire grandi? Queste sono le domande che molti si fanno, perché al giorno d’oggi volgiamo tutto subito. Non accettiamo che un artista, per produrre musica di qualità, abbia bisogno di crescere. O si è grandi da giovani o nulla, si passa subito al prossimo. Gli STAIN, invece, escono con “Bruciati da sole”, un progetto disorganizzato, acerbo e confusionario, sia nei testi che nei suoni. “Bruciati dal sole” è il prefetto esempio di potenziale, perché il margine di miglioramento è evidente, come lo sono anche i limiti di questo Album. Il punto però è un altro, il gruppo ha dimostrato di meritarsi la fiducia del pubblico. Con “Bruciati dal sole”, il gruppo ha evidenziato il loro nome nel panorama musicale, alzando la voce e urlando il loro valore.
Il disco è composto da sette tracce, tutte con uno sfondo pop elettro-psichedelico, che trasporta l’ascoltatore nel loro viaggio. I testi si presentano molto minimali a primo impatto, quasi difficili da comprendere logicamente, ma una volta superata la barriera dell’apparenza, si comprende molto meglio il discorso che c’è dietro. La traccia che descrive perfettamente ciò è “siamo animali”. Una sorta di monito per ricordare a tutti noi che siamo i figli più intelligenti di madre natura, anche se di fatto, siamo l’unica specie così stupida, da pensare che ci siano razze più importanti di altre. Questo, gli STAIN, ce lo dicono senza mezze parole nei versi del brano:
Siamo animali
Così perfetti
Allontaniamo i diversi dai branchi
Se siamo tanti
E decidiamo chi può avere figli
Poi li obblighiamo a travestirsi di quei costumi
Ne reprimiamo le voglie
Con leggi non scritte
Per poi scoprire che siamo uguali
Il tono di voce nelle canzoni è sempre calmo, stretto e leggermente acuto. Quasi come si stesse per spegnere, sempre sul filo del rasoio. Ciò va in contrasto con suoni più aperti e ammantanti, facendo nascere canzoni che potremmo tranquillamente trovare nel prossimo album di Mace. Il progetto è caratterizzato da momenti più accessi, come nella seconda traccia “siamo animali”, dove la batteria tiene un ritmo alto e vivace. Si alternano periodi più tranquilli e lenti: ad esempio l’introduzione del disco si regge su un piano deciso per poi dissolversi in un suono psichedelico.


Il viaggio che gli STAIN ci propongono è un insieme di tracce che si evolvono leggermente una ad una, sottolineando il loro punto di forza: la sonorità. Partendo da una fonte di suono, arrivano a creare, in forme diverse, la stessa materia. Tutto questo è già di un livello considerevole, nonostante ciò, questa materia sonora ha tutte le carte in regola per regalarci, nei prossimi progetti, vere e proprie spedizioni sonore per altri universi.


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