Anno scolastico 2016-2017

Capitolo 5

Gennaio


Una volta tornati a scuola Charlie aveva gli occhi a cuoricino, ma nel profondo qualcosa la turbava.

-“Straniera”, sentì Charlie in corridoio. Le sembrava di avere un dejà-vù, ormai sapeva riconoscere quel suono: poteva provenire da una sola bocca, quella di Edo. Quella che qualche notte fa aveva sognato…

-“Cosa c’è stavolta?”

-“Volevo dirti che quello che ti ho detto alla festa non conta, avevo bevuto troppo”

-“Va bene. Non ci stavo nemmeno pensando”, che bella bugia cara Charlie.

– “Meglio così”, sentenziò lui.

Entrambi però erano visibilmente affranti. Charlie aveva passato il capodanno con il suo principe ed Edo era reduce da una settimana bianca con la pantera e i loro amici. Ma come mai il loro umore era così grigio? Forse non avevano ricevuto abbastanza regali di natale?

Edo si allontanò, fingendo indifferenza, nel mentre il cellulare di Charlie squillò. Era Brando.

– “Pronto?”

– “Ciao, come mai mi chiami a quest’ora? Tra poco bisogna entrare in classe. Tu non sei a scuola?”

– “Si lo so, avevo voglia di sentire la tua voce, prima…”

Charlie si intenerì, ma allo stesso tempo chiese:

– “Prima? Di cosa?”

– “Prima del suono della campanella, ovviamente”

– “Ah ok, mi fa piacere sentirti.”

-“Ciao, un bacio”

-“Ciao”

Brando era sembrato strano al telefono come se nascondesse qualcosa o si sentisse in colpa. Per un attimo, come un fulmine a ciel sereno, Charlie ripensò alle parole di Edoardo: Voglio solo avvertirti su chi è veramente Brando Colonna, lui e il padre nascondono degli affari. Poi scacciò via questo insano pensiero.

Edoardo si divertiva a mettere zizania e lei si fidava di Brando. Vero?

Il pensiero però continuò. Così, con la scusa di andarla a trovare, si fece invitare a casa di Sofia nel pomeriggio. Voleva indagare per mettersi l’anima in pace e smentire Edoardo. Brando non ci sarebbe stato, era via con il padre…L’unica cosa è che non sapeva come distrarre Sofia. Così le venne la malsana di idea di farsi aiutare.

– “Straniera! Da quando frequenti i bagni dei maschi?”, chiese Edoardo divertito.

– “Da mai. Ma ti devo parlare, in privato”

– “Oh, la cosa mi lusinga”

Charlie chiuse a chiave la porta di acceso, dopo essersi accertata che non ci fosse nessuno.

-“Ah, è una cosa intima?!”, scherzò Edo.

-“Ascoltami!”

-“Tutto orecchie”

-“Ho bisogno del tuo aiuto, questo pomeriggio”

Charlie, spiegò ad Edoardo che avrebbe dovuto distrarre Sofia, mentre lei avrebbe cercato di accedere alla stanza chiusa nella mansarda. Edoardo parve compiaciuto e pronto all’azione, ma poi il suo sguardo si fece di ghiaccio e rispose:

-“Ascolta Charlotte, se tu non ti fidi del tuo fidanzatino non sono problemi miei”

-“Io non ho problemi con Brando”, replicò Charlie e continuò: “Il mio unico problema sei tu che mi metti in testa cose assurde. Lascia perdere, ho sbagliato a cercarti.”

Charlie si voltò e fece per aprire la porta quando Edo la afferrò per un polso senza stringere, ma con decisione. Charlie sorpresa si voltò e si ritrovò pericolosamente vicino al viso del playboy.

Per un attimo sembrava non esistere nessun’altro al mondo tranne loro due. Brando era dolce e la trattava come una principessa. Ma ad Edoardo bastava una sguardo per destabilizzarla. Vicino a lui provava delle emozioni indescrivibili.

A volte sentiva il fuoco e a volte il gelo.

-“Va bene, ci sto”, disse Edoardo spezzando l’incantesimo

-“Ci stai?”

-“Si è quello che ho detto, non farmelo ripetere”

Charlie confusa esitò e poi rispose: “Però dimmi cosa ti ha fatto cambiare idea?”

-“Tu”

Charlie lo guardò confusa, non era la risposta che si aspettava da lui. Vedendola con uno sguardo interrogativo Edo spiegò: “Ho capito che per te è importante. E poi infondo sono stato io a insinuarti dei dubbi. A me piace essere chiaro.”

Charlie non poté trattenersi: “Più che chiaro direi spietato”

Edo si fece scuro in viso, non le piaceva essere additato così, non da lei. Poi riprese il suo sarcasmo: “Strano modo di ringraziarmi”

-“Io sarò da Sofia per le 14.00, tu devi arrivare dopo.”

-“Agl’ordini”

Charlie non riuscì a trattenere un sorriso compiaciuto, così Edo ne approfittò: “Mi piace prendere ordini da te, e vedo che anche a te piace darmeli”

Charlie gli ripose con uno sguardo di rimprovero, ma questa volta lasciava trasparire una vena giocosa.

Charlie arrivò a casa di Sofia qualche minuto prima. Bussò ma nessuno rispose. Così entrò. Il signor Colonna era al telefono in cucina. Charlie, istintivamente, si nascose dietro una pianta.

-“Ti ho detto che la questione è urgente, quella porta non può rimanere senza una chiave così a lungo. Non mi interessa se sono in ferie. Cerca un altro ferramenta. Lo pagheremo il triplo.”

Sicuramente si riferiva alla porta dove voleva accedere Charlie. La fortuna era dalla sua parte. Ma doveva muoversi! Il signor Colonna sembrava intenzionato a risolvere il problema velocemente. Si stava avvicinando, così Charlie si rifugiò nel bagno di servizio. Per fortuna sembrava essere filato tutto liscio. Una volta voltatasi si accorse che il bagno era già occupato.

-“Lara?!”

-“Che vuoi?”

-“Nulla, ero qui di passaggio”, rispose Charlie nervosa.

Lara aggrottò le sopracciglia e replicò: “Di passaggio nel bagno della cameriera?! Che combini…Charlie?”

-“Nulla. Avevo un’urgenza.”

-“Interessante. Sei incontinente per caso? Sei appena arrivata e devi andare al bagno. Non avete bagni a casa?”

-“Potrei farti la stessa domanda. Mi hai vista arrivare. Da quanto tempo sei chiusa qui? Ti stai nascondendo?”

Lara si inviperì: “Esci immediatamente! Tu non sai nulla di me”

Charlie ubbidì. Lara era stata più scortese del solito, per quanto possibile. Però nei suoi occhi Charlie percepì una punta di sofferenza.

-“Charlie! Eccoti!”, la salutò calorosamente Sofia

-“Sofi, che bello vederti”

-“Sono contenta che tu sia venuta, è da Natale che non stiamo un pò insieme. C’è anche Lara, spero che non ti dispiaccia.”

-“No assolutamente. L’ho vista.”

-“Ah si?”

-“Si, stava andando al bagno”

-“Ah”, Sofia sembrava esserne rattristata. Charlie era ancora più confusa e avrebbe voluto capire meglio questa dinamica. Ma ora non c’era tempo. Doveva avvertire Edoardo di annullare il piano, non sarebbero riusciti a gestire anche Lara. Avrebbe pensato ad un altro modo per accedere alla stanza, ma era troppo tardi, perché il campanello suonò. Il playboy era già pronto per il piano “smaschera Colonna”. Il piano doveva essere messo in atto.

-“Amore, che ci fai qui?”, ogni volta che Sofia lo chiamava così, Charlie sentiva un bruciore allo stomaco.

-“Sono venuto a trovarti, disturbo?”

-“In realtà…sarebbe una giornata tra donne. Pure mio padre sta uscendo…”

Charlie ed Edo si scambiarono uno sguardo preoccupato. Il piano era a rischio.

– “Possiamo stare tutti insieme”, propose Charlie come tentativo disperato di salvarsi

-“Sicura?”, chiese incredula Sofia

-“Si!”

Sofia si diresse ignara verso la mansarda.

Edo e Charlie la seguirono.

-“C’è anche Lara, come facciamo?”, sussurrò Charlie

-“Non sarà un problema. Riesco a gestire due ragazze alle volta”, rispose lui soddisfatto, sussurrando a sua volta.

Una volta arrivati in mansarda c’era già Lara, tornata dal bagno.

-“Giochiamo a nascondino?” chiese Charlie per creare un diversivo

-“Da questa parte del mondo ci giocano solo i bambini!” replicò Lara facendosi beffe di lei. Sofia si fece scappare un sorriso. Charlie non sapeva come fare ora.

Quando intervenne Edo: “Secondo me è una bella idea”

-“Mai sei serio?!”, spuntò Lara

-“Mai stato più serio”

-“Allora giochiamo”, aggiunse a questo punto Sofia

-“Però conta lei”, rispose seccata Lara. Non sapendo che Charlie non aspettava altro.

-“Va benissimo, ma conterò qui. Voi andate giù a nascondervi.”

Charlie era terrorizzata che le sue vere intenzioni venissero smascherate. Ma i tre scesero sotto. Come mai scoprire i possibili affari loschi dei Colonna era diventato così importante? Era perché voleva saperne di più sulla famiglia del suo ragazzo o perché gli piaceva condividere un segreto con Edoardo?!

Charlie finalmente riuscì a rimanere sola in mansarda mentre Edo cercava di far nascondere le ragazze il più lontano possibile.

La fatidica porta era effettivamente sprovvista di chiave. Così Charlie entrò dentro e….niente! La stanza era priva i qualsiasi suppellettile, picco di fogli o computer. La scrivania, i cassetti e la libreria erano vuoti e le palline del tavolo da bigliardo erano geometricamente perfettamente allineate. Era tutto perfetto, troppo. Volutamente troppo perfetto. Tranne un sigaro spento nel posacenere, era ancora caldo. Qaulcuno era stato lì poco prima di lei. Charlie, affranta, andò a cercare i suoi amici.

Una volta trovati. Arrivò anche Brando.

-“Amore, che ci fai qui?”, dandole un bacio sulla guancia

-“Sono venuta a trovare Sofia”

-“Speravo dicessi che volevi farmi una sorpresa”, replicò lui sorridendo

Edoardo si voltò dall’altra parte disprezzando quella scena.

-“Siete diabetici”, aggiunse Lara

-“Fermatevi tutti a cena!” intervenne la signora Colonna

Dopo cena, Roberto Colonna si propose di riaccompagnare gli ospiti. Charlie stava per uscire in giardino.

Quando Roberto la fermò dicendo: “Charlie, posso parlarti un attimo”

-“Certo, mi dica”

-“Vedi…Sono molto contento che mio figlio ti frequenti. Sai perché?”

-“No, signore. Perché?

-“Perché sei una brava ragazza ed intelligente, soprattutto. E le ragazze intelligenti…non vanno a ficcarsi in affari più grossi di loro. O sbaglio?”

Charlie era impietrita e riuscì solo a pronunciare le due parole che Roberto voleva sentire: “Non sbaglia”

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