Anno scolastico 2016-2017

Capitolo 4

Dicembre


Santa Klaus is coming to Rome…

Chi si sarà meritato i regali?

La festa di Natale, organizzata dalla scuola, era alle porte e Charlie non ne vedeva l’ora. Lei amava da sempre lo spirito natalizio. E poi era la prima volta che un ragazzo la invitava ad una festa. E che ragazzo! Eh già, proprio così, il bellissimo, ricchissimo e bravissimo Brando Colonna era interessato a lei, l’aveva invitata! In realtà, l’imbucato era lui perché veniva da un’altra scuola, ma dettagli… Voleva andarci con lei e ciò significava che non si sarebbe presentata là sola ed era questo ciò che importava. In Italia le scuole statali non erano solite ad organizzare balli, i giovani andavano a divertirsi altrove. Ma la scuola più cool di Roma doveva compensare questa mancanza e se si avevano le giuste conoscenze – come una sorella pantera – vi si poteva entrare.

Era l’ultimo giorno di scuola, prima della pausa natalizia, giovedì 22 dicembre. Sarebbero però tonati a scuola il 25 sera, dopo cena – per festeggiare questa volta. Il 24 sera Charlie lo avrebbe trascorso, come da trazione in Italia, a casa con Elena, Carlo i loro parenti, il 25 a pranzo invece era in progamma un pranzo dalla mamma di Carlo.

– “Sofi, ti dovrei parlare…”, incitò timida Charlie.

– “Certo! Dimmi pure”, rispose lei.

– “Ecco, vedi… sono stata invitata al ballo di Natale…”

– “Oddio! È grandioso. Non è grandioso Lara?! Chi è?! Chi è?!”

Lara annuì solamente, non si sentiva troppo coinvolta dall’appuntamento dell’American girl. Nel mentre passava Edoardo, Charlie sentì l’impulso irrefrenabile di aumentare il tono di voce e scandire bene le parole.

– “Brando…tuo fartello, mi ha invitata lui…”

-“Ah”, rispose secca Sofia

Lara e Virginia si guardarono preoccupate. Charlie ora era terrorizzata. Pensava di aver fatto il passo più lungo della gamba. Ma invece…

– “E’ grandioso”

– “Sicura? Non ti da fastidio?”

– “Ma figurati, anzi sono felice per te e per lui…si meritava una brava ragazza come te”

– “Oh, sono così sollevata!”

– “Ora dobbiamo procurarci un outfit per entrambe”

-“Tu ci andrai con Edo?”

-“Si”

-“Mi pare ovvio”, aggiunse Lara

-“Infatti, che domande”, replicò Charlie con un sorrisetto forzato.

Ma Sofia non notò l’imbarazzo della sua amica.

Arrivò il giorno del ballo, il 24 dicembre. Charlie pensò a Bob e a Karen. Non era mai stata lontana dalla sua famiglia durante il periodo natalizio, ma c’è sempre una prima volta.

– “Oh, Charlie sei una schianto con questo abito!”, esclamò Elena

– “Davvero? Grazie…ma è molto costoso”

– “Non ti preoccupare, te lo regalo con il cuore. Voglio viziarti finché starai qui”

-“Grazie Elena…per tutto. Posso abbracciarti?”, chiese Charlie commossa.

– “Certo. Ma non fare così o farai piangere anche me. Oh beh, troppo tardi”

Le due scoppiarono in una risata giocosa. Effettivamente Elena aveva ragione l’abito le stava un incanto. Era firmato Armani. Era lungo fino ai piedi, aderente dalle spalle fino alla vita e poi si allargava in una gonna morbida di raso e satin rosso spento. Sulla vita vi era anche un fiocco che la fasciava. Le due tornarono a casa entusiaste.

– “Ora però ci vogliono delle scarpe adatte, degne dell’abito”, disse affettuosamente Elena.

– “Io ho delle ballerine rosse”, rispose Charlie.

– “Tesoro, sono molto carine, ma secondo me ci vorrebbe qualcos’altro. Aspettami”

Elena corse in soffitta e tornò con paio di classiche Lobutin e Charlie sgranò gli occhi.

– “Elena…ma queste sono meravigliose non vorrei rovinarle”

– “Non dire sciocchezze. Dipingi la strada di rosso, queste vanno vissute”

– “Non so come ringraziarti”

-“A me basta che tu ti diverta, ti chiamo il taxi perché Carlo non si sente molto bene”

– “Oh, mi dispiace”

– “Tranquilla, solo un po’ di influenza stagionale”

Charlie prese il taxi verso casa di Sofia, perché si sarebbero ritrovati tutti lì. Una volta arrivata fuori dalla villa esitò ad entrare, non voleva mostrare di quanto fosse emozionata così decise che un po’ di aria fresca le avrebbe fatto bene. Quando dal nulla apparve una figura conosciuta.

-“Ehi”

– “Ehi”

– “Anche tu qui? Che coincidenza!”

– “Già”, rispose secca Charlie

– “Vengo in pace”

– “E io dovrei crederti? Hai detto che sarai il mio tormento!”

– “Ti ho detto che potrei esserlo”

– “E cosa cambia?”

– “Tutto”

– “Senti sono stufa dei tuoi giochetti enigmatici. Voglio passare una bella serata con le altre e…”

Charlie non ebbe il coraggio di continuare quella frase guardandolo negli occhi come se nominare il suo “cavaliere” potesse irritarlo. Ma allo stesso tempo ci aveva tenuto a farglielo sapere nei corridoi di scuola. Edo la incentivò come se anche lui necessitasse una conferma: “E?”

– “E Brando. Mi ha invitata lui, non che la cosa ti riguardi”

– “Mi riguarda eccome”

– “Perché dovrebbe?”

– “Perché è il fratello della mia ragazza”

Forse Charlie in cuor suo non avrebbe voluto sentire quella risposta e forse quelle parole le avrebbero fatto male, ma in quel momento non era pronta a realizzarlo.

Rispose solamente con un quesito: “Vi siete rimessi insieme?”

– “No, ma presto accadrà”

– “Bene”

– “Bene, entriamo!”

– “Si, ma non insieme”

– “Dopo di lei milady”

Sophia accolse Charlie esclamando : “Charlie! Wow che figa che sei, aspetta che ti veda Brando”

Dalle scale scese il principe azzurro troneggiante. Era vestito di tutto punto: un completo giacca e pantalone beige, una bella cintura in cuoio con fibbia in oro e sotto si intravedeva una camicia di un tono più scuro del completo. E per non farsi mancare nulla ai piedi delle sneakers nuovissime per sdrammatizzare.

Brando guardò Charlie con gli occhi spalancati ed esclamò: “Wow… sei bellissima”

Charlie arrossì e si porse una ciocca dietro l’orecchio ringraziandolo.

Nel mentre, a Edo, che era entrato dopo la discesa del principe, scappò istintivamente uno sguardo intenso verso di lei. Virginia e Lara la guardarono invidiose.

– “Chi vuole bere?”, così Sofia interruppe il silenzio.

– “Finalmente le cose serie”, rispose Edo.

Si diressero in soffitta e Sofia offrì del gin tonic.

– “Io non bevo, grazie comunque”, spiegò Charlie

– “E dai, un goccino giusto per festeggiare”

– “Si dai Charlie”, aggiunsero Brando e Virginia in coro.

“No grazie”

– “Dai!”, incitarono i fratelli.

– “Ha detto che non beve!”, tuonò Edo

In un istante vi fu il gelo per qualche secondo, poi Sofia scese a prendere del succo.

A parte questo piccolo spezzone, la serata continuò per il meglio, bevvero, cantarono e poi andarono con l’autista alla festa. Tutti avevano gli occhi puntati su Charlie, lei si sentiva sia lusingata che in soggezione.

– “Scusami se ho insistito nel farti brindare prima”

– “Non preoccuparti Brando, in realtà non è che non mi piaccia bere ma…”

– “Ma?”

– “Ma volevo godermi la serata e ho pensato che bevendo ne avrei avuto meno la percezione, per me è una serata speciale questa”

– “Hai perfettamente ragione; ma posso chiederti come mai è così speciale?”

– “Perché non ero stata invitata ad uscire da un ragazzo”

– “Mai? Beh sono contento che giudichi questo momento con me importante”

I due si guardarono teneramente negli occhi e Brando allungò una mano verso le mani di Charlie per invitarla a ballare. Era partito un classico.

– “Se…per innamorarmi basta un’ora”, stonò un gruppo di ragazze

– “Che fretta c’era…maledetta primavera” , si aggregarono Charlie e Sofia guardandosi negli occhi mentre qualcuno si lamentava che la canzone non fosse di stagione.

Ma gli occhi dei loro accompagnatori erano puntati tutti su Charlie e lei se ne accorse, così con la scusa del bagno – un classico per uscire dalle situazioni imbarazzanti – si allontanò. I fratelli Colonna non colsero questo disagio e anche lui usò una scusa per allontanarsi.

– “Straniera! Fermati!”

– “Che vuoi?”, disse Charlie di profilo, senza fermarsi.

– “Ti prego, ascoltami”

– “Non mi va”

– “Perché non puoi fermarti un minuto? Da cosa scappi?”

Charlie arrestò i suoi passi e girò i tacchi verso Edo.

– “Da te! Scappo da te”

– “Nemmeno a me piace questa situazione ma ascoltami, lui non è chi dice di essere”

– “What?!”

– “Te lo posso dimostrare”

– “Non voglio sentirti parlare un altro secondo, smettila!”

– “Cosa devo smettere? Di dirti la verità?”

– “Devi smetterla di provocarmi, di insinuare cattiverie gratuite e di…”

– “Di?”

– “Di guardarmi in quel modo, ecco”

– “Come ti guardo?”

– “Così, in questo modo”, la voce di Charlie si fece sempre più debole fino a svanire nel vento.

– “Straniera ascolta io voglio solo avvertirti su chi è veramente Brando Colonna”

– “E io non crederò a una tua sola parola”

– “Lui e il padre nascondono degli affari…”

– “Basta così! Sembra che tu voglia allontanarmi da lui…Perché?!”

– “Perché…tu sei…lascia perdere…io ci ho provato ad avvisarti”

Edo si voltò e tornò nella sala da ballo. Charlie ne approfittò per recarsi davvero in bagno e poi tornò anche lei. Finita la serata Edo e le altre ragazze andarono in un bar dove raggiunsero dei loro amici. Brando riaccompagnò Charlie a casa e lei gli schioccò un bacio sulla guancia.

Lui la guardò e si avvicinò al suo viso chiedendo: “Posso?”

– “Si”, rispose lei con il cuore in gola.

E Brando la baciò dolcemente sulle labbra; Charlie arrossì e aggiunse: “Fallo pure tutte le volte che vuoi”.

I due si guardarono e risero, Charlie era al settimo cielo, il suo primo bacio. La conversazione con Edo però continuava a turbarla.

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