Fino al 26 luglio 2026, Palazzo Citterio dedica una retrospettiva a Giovanni Gastel (1955–2021)  fotografo che ha fatto della moda un linguaggio, non un semplice soggetto. La mostra si chiama Rewind, è curata da Uberto Frigerio: il percorso si muove per temi e suggestioni, costruito attorno a oltre 250 immagini  di cui 140 inedite che attraversano copertine, ritratti, still life e campagne pubblicitarie. Per la prima volta vengono esposti anche scritti e poesie di Gastel, che cambiano il tono della visita: non si guarda un archivio, si legge qualcuno. 

Quello che colpisce davvero, guardando le fotografie, è l’ampiezza del mondo che Gastel aveva deciso di portare dentro al proprio obiettivo: Barack Obama, Roberto Bolle, Bianca Balti, designer come Ettore Sottsass, intellettuali. Mondi che di solito non si parlano, tutti dentro lo stesso sguardo è come se la moda, per lui, fosse un pretesto per contenere qualcosa di più grande. Era un’idea precisa su cosa significasse raccontare: non solo vestire i corpi, ma riconoscere i volti che la cultura, la musica, la politica e lo sport producevano. Visitare Rewind durante la Fashion Week, come ho fatto io a febbraio, aveva prodotto un cortocircuito interessante: fuori sfilate, algoritmi e idol del k-pop; dentro, uno sguardo che cercava storie. Non due epoche sentimentali ma due logiche diverse, entrambe figlie del proprio tempo. 

Palazzo Citterio, Via Brera 14 — Milano, secondo piano 

Dal 30 gennaio al 26 luglio 2026 

Da martedì a domenica, ore 8.30–19.15 (ultimo ingresso ore 18.00) 

Incluso nel costo di ingresso a Palazzo Citterio

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