Luca Cescotti fa uscire un nuovo album intitolato “Mobili Credenze”
Luca Cescotti, artista originario di Vicenza, dove ha studiato al conservatorio, e di adozione spagnola da due anni (attualmente si è spostato a Valencia), presenta il suo nuovo album “Mobili Credenze”, registrato tra Vicenza e Verona. Il titolo evocativo, a detta del suo autore, rimanda alle poche certezze che si hanno nella quotidianità. Il gioco di parole che questo titolo porta con sé vuole far riflettere su quanto sia più facile che le credenze siano mutevoli piuttosto che solide.
Ma siamo tutti in grado di accettare la possibilità che le nostre credenze siano mobili?
L’album riflette una precisa rivendicazione di autonomia creativa, ma non si tratta di una rivalsa personale, quanto più un’esigenza di preservare uno spazio espressivo incontaminato. “Ho sempre voluto ricercare una personalità artistica originale e trovo importante esprimersi all’interno delle proprie canzoni. Io faccio così perché non so agire in nessun altro modo: è come un istinto che mi porta a confessarmi attraverso la musica, e penso che traspaia dai miei testi”, così afferma Cescotti.

Prima di arrivare a “Mobili Credenze” il cantautore e polistrumentista ha presentato un EP intitolato “Amarsi Bene” e diversi singoli. – “Entrambi i lavori rappresentano una fase lunga della mia vita e credo che nei testi questo si possa evincere facilmente.” – spiega il cantante riferendosi a ciò che accomuna i due dischi che lo hanno accompagnato durante il suo percorso artistico, continua poi invece illustrando le tecniche di registrazione di questo suo nuovo album– “mobili credenze è stato registrato metà in home studio e metà in uno studio di registrazione; abbiamo inoltre registrato tre tracce, ovvero “Respira”, “No tu!” e “Riflesso”, in presa diretta con tutta la band. Penso che questo si possa percepire durante l’ascolto. La scelta dell’arrangiamento ha un sapore vintage.” – conclude così Cescotti.
Si tratta di un progetto solista e curato dettagliatamente dall’artista essendo lui stesso cantautore, musicista, compositore ed arrangiatore. È ovvio, però, che il supporto è fondamentale; infatti, durante gli anni è entrato in contatto con diversi musicisti, grazie ai quali è riuscito a portare avanti il suo progetto da solista.


Ma quale aspetto richiede più attenzione secondo Cescotti? “Penso che la scelta del genere e dei suoni sia la cosa che mi richiede più attenzione. Cerco sempre di dare una certa coerenza al disco, anche se non è facile. Abbiamo passato molto tempo in studio per concludere gli arrangiamenti e il mix. Non si finisce mai di imparare! Amo sperimentare generi diversi ed è un attimo perdere di vista il risultato finale.”, racconta con enfasi l’autore dell’album. L’artista, all’interno del disco, riesce a dare il giusto spazio a diversi sound, come il pop d’autore, l’alternative rock, il funk e l’ambient. “Non so se sono riuscito a conciliare tutti questi generi, ma ho cercato di far convivere ciò che mi piace di più nel modo più elegante possibile. Fatico a pormi limiti stilistici, ciò si riflette in un disco che spazia molto tra i generi, cercando però di mantenere una certa riconoscibilità”, e così, giustifica perfettamente la sua scelta.
Cescotti, inoltre, ha fatto capolino anche nel mondo cinematografico attraverso la composizione di colonne sonore, ma quali differenze comporta il concepire un album destinato all’ascolto puro e il creare un accompagnamento sonoro per l’immagine cinematografica?
Lui ci risponde così: “La musica per l’immagine cinematografica ha una finalità precisa: servire per il racconto. Il montaggio è ben definito e ogni film è come un disco a sé. Si è meno indipendenti artisticamente e si diventa parte della macchina cinematografica, con un confronto continuo con il regista e il produttore” – continua – “Questo non è avvenuto per “Mobili Credenze”, ovviamente. Qui ho avuto totale libertà nelle scelte artistiche. Ciò può sembrare un punto a favore per la musica per la musica, ma spesso i limiti nella fase creativa possono trasformarsi in stimoli interessantissimi; è anche per questo che amo scrivere colonne sonore”. Sono dunque due approcci e modalità differenti di fare musica, ma in un’artista poliedrico come Cescotti si conciliano perfettamente in un’unica personalità artistica.



Infine, risponde ad un’ultima – non per importanza – domanda, che chiude il cerchio attorno alla sua figura. Che cosa si sente di consigliare ai giovani che sentono l’esigente di divulgare la loro arte? “Non so se sono nella posizione di dare consigli” – comincia timidamente e continua – “Se dovessi suggerire qualcosa direi di avere pazienza e di non avere paura di mettersi in discussione. Trovare una propria identità richiede tempo, tentativi e anche errori, ma è una parte fondamentale del percorso. Inoltre, collaborate il più possibile. Il confronto con gli altri è una delle cose che fa crescere di più. Non aspettate il momento “perfetto” per pubblicare o per farvi sentire: spesso non esiste! Meglio condividere qualcosa di vero, anche se imperfetto, che rimanere fermi. Io, guardandomi indietro, credo di aver aspettato troppo nella ricerca di un risultato”.
Luca Cescotti invita dunque gli esordienti, o chi ci sta ancora pensando, a condividere se stessi e non esitare a farlo; si chiude una profilatura perfetta che ci fa conoscere ed apprezzare sempre di più questo artista completo, il quale ci insegna ad andare oltre le nostre credenze statiche.

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