Dal vintage alla pop art
Questa primavera ha inaugurato la 30esima edizione del lunapark per collezionisti più importante d’Italia. Il Mercante in Fiera si è tenuto dal 7 al 15 marzo di quest’anno e tornerà ad Ottobre per la edizione autunnale. Tale fiera si trova all’interno dei padiglioni espostivi delle Fiere di Parma. L’ordine che seguiremo sarà il seguente: partiremo dall’ingresso sud, ovvero il padiglione 4 per poi dirigerci nel padiglione 7 che ha ospitato la “Art Parma Fair”, mostra di arte moderna e contemporanea avvenuta i giorni 7-8 e 13-14-15 marzo. Il viaggio poi continuerà muovendoci verso i padiglioni 3 e 5, contenente “Antiquariato e Novecento”, per poi arrivare al 6 intitolato “Novecento, vintage, preziosi e antiquariato”. Una menzione va fatta anche per il padiglione 2 che i giorni 7-8 marzo ha ospitato la mostra “Automoto Retrò”.
Entrando dal padiglione 4 possiamo iniziare a farci solo un’idea di quello che poi sarà tutto il percorso. Si può iniziare a perdersi tra strand gastronomici della tradizione parmense, che poi ritroveremo anche fuori, e mostre collaterali che omaggiano interpreti della storia italiana ed internazionale: dalla collezione dedicata all’iconico Fonzie dal titolo “Dentro Happy Days”, a foto commemorative di Lucio Dalla: “Lucio Dalla. Vita e Musica”, e a fotografie sanremesi per “Sanremo 76: la colonna sonora di un paese”. Questo è solo un assaggio delle mostre che ci introducono nella fiera.
Proseguendo sulla destra come entriamo nel padiglione 7, quello dedicato all’arte moderna e contemporanea, di certo qualcosa, al suo interno, lascerà qualsiasi visitatore, dal più appassionato al più critico, folgorato. Descrivere il contenuto di questo padiglione a parole risulta arduo, armiamoci dunque di emozioni seppure siano spesso soggettive. Il padiglione, inizialmente, potrebbe portare in uno stato confusionale, il vostro cervello sarà sovrastimolato da colori sgargianti, luci led con le più svariate forme, riproduzioni di opere di celebri artisti come la Marylin di Andy Warhol o i famosi tagli di Lucio Fontana. Vediamo un’arte che esplode davanti all’osservatore. Un’arte diretta, colorata ed eccentrica che sovverte i canoni. L’Arte moderna e l’arte pop riempiono il padiglione: oltre ai quadri brillanti, vi sono riferimenti fumettistici come disegni degli amici di Topolino o alti rilevi della testa di Batman. Il tutto viene rivisitato secondo l’idea artistica del proprio autore come, ad esempio, dei chiodi dipinti che formano immagini o il riutilizzo di cartelli stradali come tele per dipingere. Questo, e molto altro, dona carattere al padiglione.


Nei prossimi padiglioni, 3 e 5 e successivamente 6, ci immergiamo nel mondo vintage: mobili in legno, vasi, ceramiche e porcellane, suppellettili retrò. Ma anche jukebox, flipper da bar o un calcio-balilla in legno. Ma l’estetica pop riesce ad insediarsi anche qui: perdendoci nell’antiquariato tra legno e oggetti dal gusto classico, ad un certo punto ci troviamo spiazzati davanti una giraffa rosa che regge con la sua bocca un lampadario in stile classico. Quest’ultima è affiancata da quadri raffiguranti Paperon de Paperoni che spazia da Louis Vuitton ad Hermès, un accostamento esilarante. Il tutto contornato da mobili e oggettistica appartenenti probabilmente ad un salotto signorile vintage.
Il mercante in fiera permette di viaggiare nel tempo. Fa rivivere ricordi di tempi passati e permette di esplorare nuove emozioni attraverso l’ultima frontiera dell’arte.


Ma a proposito di viaggi emozionali, facciamo ora un salto nel mondo cinematografico moderno, entriamo in quella che sembra essere una grotta temporale. Riaffiorano ricordi di emozioni provate nelle multisale, o comodamente dal proprio divano di casa dopo aver noleggiato un film. Poster di Cult come Shining, Top Gun o Harry Potter formano questo spazio che lascia un senso di nostalgia di un’epoca che sembra ancora vicina. Così vicina che non vogliamo che ci sfugga. Ci accorgiamo però che sta man mano perdendo nitidezza. I colori sgargianti, più attuali, spazzano via quei colori caldi che tanto ci confortavano.

Infine, si può affermare con certezza che il mercante in fiera riesce a far conciliare più epoche con un senso di armonia tra la tradizione e il progresso. Fa incontrare l’atmosfera malinconica creata dal mobilio e l’oggettistica vintage con quella che è l’esuberanza dell’arte contemporanea. Ma nulla è fuori posto. È come un gigantesco puzzle, ogni tassello ha il suo incastro giusto.


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