Fondare un marchio di moda – e farlo bene – non è solo pane per i denti degli addetti ai lavori: nasce La Toile Milan, il brand dove la passione diventa visione.

La Toile Milan è un brand che nasce in modo particolare, non prende forma nelle menti di designer o professionisti di moda, ma nasce da due giovani imprenditrici, Anna Mainolfi e Camilla Lattuada. Amiche dai tempi del liceo, le due ragazze sono sempre state accomunate dall’amore per la moda, ma dopo le superiori hanno deciso di intraprendere strade separate e diverse da quella passione che le accomunava. Gli studi universitari in economia e psicologia non le hanno allontanate dalla moda, anzi, hanno arricchito e aiutato le ragazze, diventando buoni strumenti per buttarsi nel mondo imprenditoriale. Come ci racconta Anna: “l’università ci ha dato rigore e disciplina. A livello pratico, economia, sicuramente è stata d’aiuto nella gestione, mentre psicologia ha aiutato molto nel marketing”.

La Toile Milan – il cui nome significa ‘tela’ in francese – nasce nel 2024 come un esperimento, spinto dalla voglia di mettersi in gioco. “Volevamo che i nostri capi fossero come una tela, così che ogni donna potesse dimostrare la sua femminilità e la sua forza”, raccontano le due fondatrici. La prima collezione, Intro, è stato il primo passo concreto nel mondo della moda. Una collezione caratterizzata da tessuti lucidi e forme morbide, ispirata dalle opere d’arte italiane. 

L’Italia per Anna e Camilla riveste un ruolo centrale nella visione del brand, tanto che il Made in Italy diventa una caratteristica irrinunciabile. “Vogliamo mantenere il Made in Italy per la cultura italiana che c’è alle spalle della sartoria e della moda. Inoltre, noi siamo italiane e vogliamo portare il Made in Italy con noi ovunque andiamo”, spiegano da Londra. La cura nei dettagli e l’artigianalità fanno proprio parte di una “cultura di produzione diversa”. Nonostante i costi di produzione più elevati e la possibilità di produrre di meno, le fondatrici scelgono di non rinunciare alla manualità, al confronto costante e ai preziosi consigli delle sarte – tra cui la loro sarta di riferimento, Luna – e a materiali di maggior qualità e sostenibilità. Prediligono tessuti deadstock, naturali e semi-naturali: “il deadstock mi piace tantissimo perché permette di usare dei tessuti che non si trovano più, ciò rende il capo ancora più unico e particolare”, spiega Anna. Un esempio concreto del loro impegno è stata anche la realizzazione di accessori fatti con scarti di produzione, in occasione del pop-up tenutosi a Londra dal 27 al 30 novembre.

Le due collaboratrici hanno una visione molto chiara e, secondo loro, il vero cambiamento nel sistema moda deve partire dai brand emergenti, i quali hanno la responsabilità di cambiare le regole mettendosi in gioco, differenziandosi dalle generazioni passate. Uno dei problemi più grandi nell’industria della moda riguarda la mancanza di inclusività. Per questo, durante la sfilata di fashion scout hanno scelto di lavorare con una donna matura, apprezzando e valorizzando la bellezza di corpi e fisicità diverse. “Abbiamo una responsabilità: provare ad abbracciare il più possibile corpi e caratteristiche diverse, differenziandoci dalle generazioni precedenti”, afferma Anna.

Il corpo, dunque, va amato ed apprezzato e la loro seconda collezione lo dimostra chiaramente: Eternal Love, ispirata ai vari tipi d’amore, è caratterizzata da capi sexy e scollati ed è definita da Anna come “una collezione più matura” rispetto alla prima. I vestiti sono disegnati appositamente per abbracciare il corpo, senza costringerlo, ma favorendone il movimento grazie a tessuti elastici. “La collezione vorrebbe abbracciare i diversi tipi di amore: diversi ma sempre eterni. Da quello più psicologico a quello più passionale o pratico”, raccontano. Il capo più rappresentativo? Le designer non hanno dubbi: il set Essenza, definito dalle creatrici come “audace ed elegante”, è il completo che rappresenta al meglio la collezione, emblema della manodopera dietro al prodotto. La sua versatilità lo rende adatto a vari tipi di donne, che possono indossarlo ed interpretarlo secondo il loro stile.

Attualmente, La Toile Milan, è disponibile solo come shop online, ma il marchio si muove tra due capitali della moda: Milano e Londra. Se da un lato inserirsi in contesti così dinamici e competitivi rappresenta una sfida, dall’altro le fondatrici si sentono ottimiste: “A Londra sono molto aperti verso brand emergenti di diverso stile, abbiamo riscontrato dei risultati positivi”. A Milano, invece, collaborano con KUUN Agency, grazie alla quale hanno ottenuto uno showroom. Un po’ meno facile è trovare una location per organizzare un pop-up. “Cercavamo una location a Brera, ma sono tutte prenotate. Tra Olimpiadi e Fashion Week, bisogna organizzarsi mesi prima per trovare il proprio posto”. 

Per Anna e Camilla il futuro prevede consolidamento, una ricerca delle proprie radici: “vogliamo crescere mantenendo la nostra identità e rimarcando i nostri valori: sostenibilità, inclusione e Made in Italy”, caratteristiche irrinunciabili e attorno a cui orbita il loro business plan. Con il Drop 03 l’obiettivo è di ampliare la propria produzione, che attualmente comprende un totale di 12 capi. Tuttavia, sognando più in grande, sperano di avere un armadio firmato solo La Toile, sperando di poter continuare a sperimentare e ad ampliare le conoscenze tecniche e sui materiali, rimanendo fedeli al loro stile.

Le fondatrici di La Toile Milan, Anna Mainolfi e Camilla Lattuada. Photo courtesy of La Toile Milan.

La riflessione che nasce dalla storia di La Toile è semplice, quasi scontata, ma vera: non importa il tuo percorso di vita né tantomeno quello scolastico, se si ha una passione autentica e il coraggio di inseguirla, con impegno, supporto e determinazione, le competenze si costruiscono lungo il cammino. Il futuro è la nostra “toile”, siamo noi a decidere come dipingerla.

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