L’amore per il sapere ed essere donna all’epoca di Isabella non erano due cose conciliabili. “Isabella e Lorenzo” è la storia di una ragazza vissuta nel 1300 che riuscì a sconvolgere ogni equilibrio, infrangendo regole e cuori.
di Francesca Bonazzi
Capitolo 11
La difficoltà di dire addio
– “Isabella devi credere in te, tu vali, non devi perderti nell’ombra. Risorgi come una fenice.”
Mi svegliai di soprassalto: calda, respiro corto, viso umido dal sudore. Avevo sognato che mi giustiziavano davanti a tutta l’università. C’era Orsini, il rettore, Carlo Alberto e persino il cardinale e sua sorella. Ma mancava Leonardo, lui non c’era, poco dopo ci fu il buio e sentii la voce di mia madre, ma d’improvviso la voce di Teresa mi svegliò e prese il sopravvento, riportandomi alla realtà.
– “C’è una visita per te”, disse Teresa.
Non stavo nella pelle di rivedere Leonardo, mi metteva sempre di buon umore, ma in quel momento al mio cospetto non vi trovai Leonardo, bensì il professor Orsini.
– “Cara Isabella, così ti chiami giusto?! come stai ?”, disse Orsini con tono ironico.
-“Professore, sono contento…volevo dire- contenta di vederla… ci devo fare l’abitudine”.
– “Non preoccuparti. Dobbiamo entrambi farci l’abitudine. Ora però dimentichiamoci le vicissitudini passate. Il tempo è una risorsa scarsa, cara ragazza, e il futuro richiede pragmatismo.”
Orsini si affacciò alla finestra del corridoio affranto e disse: “Io sono molto malato, e presto lascerò questo piano…coff…coff…voglio che tu smetta di essere una vittima, voglio che tu agisca! Devi lottare per quello in cui credi. Ho bisogno di te e non ho più molto tempo da perdere….coff…coff..”
-“Ma non c’è nessuno rimedio? Nessuna cura? Bisogno di me e per cosa?”, dissi in lacrime. Mi sentivo come se il mondo andasse a rotoli e la colpa fosse solo mia. Come se tutto il male del mondo fosse una mia colpa a partire da Eva quando morse la mela.
-“Non struggerti per me. Non serve. È giunta la mia dipartita. Bisogna imparare a lasciare andare le persone. Io sono pronto e lo devi essere anche tu. Tu dovrai prendere il mio posto, è sempre stato così…fin da quando ci siamo conosciuti.”
-“Ma come potrei? Non sarei mai all’altezza e poi, ahimè, non posso rimanere Lorenzo per sempre, mi scopriranno.”
-“Non ci sarà bisogno, io farò in modo che tu prenda le redini della mia classe senza dover essere diversa di un centimetro…Io so cose…conosco gente….coff…coff…”
-“Cosa sa?”
-“Conosco qualcuno che sicuramente, se ben incentivato, farà tutto ciò che voglio.”
-“Chi?”
-“Il Cardinale Malatesta, ovviamente”, disse soddisfatto.
-“Non mi faccia ridere….quello è l’uomo più spregevole che conosca, non vi darà mai retta e non asseconderà mai alcun desiderio od auspicazione.”
-“Io però conosco i suoi peccati…”
-“Ossia?”
-“Il cardinale Malatesta ha perso a dadi dopo aver scommesso con il rettore degli Estensi, il padre di Leonardo. Il cardinale si è sentito così umiliato che ha mandato delle spie per spiare il rettore. Le ho viste passare per il giardino, ho capito che erano degli uomini che lavoravano per il cardinale avendo cucito sopra la tonaca la croce rossa, suo simbolo per eccellenza da anni. Erano rivolte proprio verso l’ufficio del rettore…. Sicuramente il cardinale non si sarà fermato e avrà fatto di peggio, bisogna solo scoprirlo…”
Venimmo interrotti da Teresa; era ora di agire: bisognava mettere in atto il piano e tornare a Bologna, ma molti più dubbi tormentavano il mio animo. Cosa aveva tramato il cardinale contro il padre di Leonardo e come sarebbe finita?
Il piano era andato per il meglio: Orsini aveva parlato con il cardinale, si era fatto preparare la carrozza per il rientro a Bologna e, sfruttando il momento più opportuno, sono riuscita a intrufolarmici dentro. Nella frenesia della fuga realizzai solo in quel momento l’assenza di Leonardo; ero a Bologna con il pensiero del mio amato a farmi da unico compagno e nessuno mi era ancora venuto a cercare; forse il professor Orsini aveva messo al suo posto il cardinale, ma ora dovevo scoprire cosa aveva fatto, non potevo attendere. Per il momento, ero tornata ad essere Lorenzo, così da poter stare in università. Tutto era tornato come prima, ma niente sarebbe stato uguale.
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