Ilaria Pinelli presenta una collezione concettuale interamente ispirata a Starry Night, il celebre capolavoro di Vincent Van Gogh, confermando che arte e moda non solo si incontrano, ma si fondono in un dialogo creativo senza confini.
In un mondo in cui la moda spesso si veste di superficie, incontrare una visione che affonda le radici nel sentire profondo è un’esperienza rara e preziosa. Noi l’abbiamo sperimentata grazie a Ilaria Pinelli: designer e stilista milanese classe 1996. Ilaria ci racconta Starry Night, un progetto di collezione nato non da un’ispirazione passeggera, ma da un dialogo silenzioso e persistente tra l’anima di una stilista e quella di un artista: Vincent Van Gogh. Così come John Galliano per Dior e Maison Margiela, anche talenti più emergenti come Ilaria aprono il cuore alle opere dell’iconico artista. Ecco che non si tratta di una semplice reinterpretazione estetica de La Notte Stellata, ma di una traduzione viscerale, intima e necessaria.
Per Ilaria: “creare non è mai stato solo un gesto estetico, ma un atto d’anima. Un modo per dare voce all’invisibile”. Di fatto, l’artista racconta il suo percorso creativo come un continuo intreccio tra luce e ombra, forza e vulnerabilità. È proprio questa tensione emotiva ad averla condotta verso La Notte Stellata di Van Gogh: non come scelta, ma come richiamo. “Non l’ho scelta, l’ho sentita”, confida. La tela del pittore olandese, carica di tormento e desiderio di luce, ha risuonato in lei, trasformandosi in linea, forma e tessuto.

Nella sua lettura de La Notte Stellata, il cielo è protagonista vivo: “a toccarmi nel profondo è quel cielo che non sta fermo; un cielo che si muove, che pulsa, che sussurra il suo tormento; è vivo, sembra cercare disperatamente uno spazio per respirare” – continua – “l’opera per me è un respiro profondo, un atto di resistenza dolcissimo”. Così, ogni capo diventa narrazione, ogni ricamo un pensiero che cerca respiro. I filati non sono solo decorazioni: sono lacrime, ferite, ma anche direzioni, sogni e possibilità. La designer li immagina come pennellate emotive in dialogo con il corpo, come se ogni abito fosse un frammento poetico da indossare.
La palette cromatica segue il quadro: blu profondi, gialli vibranti, marroni che radicano. Non sono semplici colori, ma stati d’animo tradotti in sfumature. “Non li ho scelti, li ho ascoltati. Ho lasciato che fossero loro a guidarmi”, spiega. Il colore diventa, oltre che voce, anche un mezzo per accogliere le emozioni.
Anche i volumi sono pensati come gesto di cura: morbidi, avvolgenti, mai costrittivi. Le silhouette seguono la forma naturale del corpo, come un abbraccio. “Ho scelto volumi morbidi ma definiti, che dialogano con la femminilità in modo rispettoso e consapevole”, commenta. Ogni capo è una carezza disegnata, un atto di rinascita gentile.
La scelta dei materiali, poi, è coerente con il sentimento della collezione: lana merino, cachemire, mohair… tutti tessuti di alta qualità per un quadro altrettanto elegante. Per non dimenticare l’impotenza della tradizione: “Le lavorazioni a costa inglese, a costa 3×2, intrecci, rilievi, raccontano tecniche artigianali che parlano di tempo, cura e dedizione”, sostiene Ilaria. Ogni punto è parola, ogni rilievo una voce sottile. Il cuore della collezione è il ricamo, che la attraversa come un filo narrativo.


Ma non c’è solo estetica. Starry Night è anche una dichiarazione d’intenti sull’essenza stessa della moda. Per la designer, non esiste confine tra moda e arte. Sono entrambe linguaggi necessari per dare forma all’invisibile, al non detto. Ogni collezione è un diario emotivo, ogni capo un frammento dell’anima che si rivela. Non sorprende, dunque, che scegliere un solo capo che la rappresenti sia impossibile: “Ogni capo che ho ideato per questa collezione è parte viva di me. Sono come figli dell’anima, nati da emozioni”. Come capitoli di un romanzo emotivo, gli abiti compongono un racconto intimo, da leggere con gli occhi e con l’anima. La collezione non è ancora entrata in produzione: vive dentro di lei, come un sogno in attesa di incarnarsi. Come recita il detto: “A chi sa attendere, il tempo apre ogni porta.” Talvolta, è necessario saper pazientare e riconoscere il momento giusto affinché ciò che desideriamo prenda forma nel modo più autentico e compiuto. La collezione, dunque, rimane in attesa di fiorire e noi saremo qui ad aspettare.


A chi sogna di entrare nel mondo della moda, la stilista consiglia di allenare tecnica e anima insieme, senza paura di sbagliare, di amare, di esporsi. “La bellezza autentica nasce proprio dalla vulnerabilità”, dice. È altrettanto importante avere il coraggio di cogliere le opportunità: un concorso, un progetto, una collaborazione possono aprire strade inaspettate. Solo grazie al coraggio di esporsi Ilaria Pinelli ha avuto la possibilità di collaborare personalità importanti, come Federico Cina. Da queste esperienze afferma di aver imparato tanto, non solo dal punto di vista tecnico, ma umano e professionale. Questo è un cammino che si costruisce poco alla volta, punto dopo punto, con visione e coraggio. Perché nella moda, come nella vita, si cresce facendo.

Lascia un commento