Un viaggio introspettivo dall’esperienza cinematografica fino alla musica ambient caratterizzata da moduli eurorack, field recordings e soundscaping. Attraverso l’unione di queste due passioni, Paco ci guiderà attraverso l’unione di due arti che, messe assieme, creano esperienze artistiche immersive ed uniche.
Regista, direttore della fotografia, filmmaker e sound artist, Roberto Maddalena, conosciuto come Paco Maddalena, ha costruito la sua carriera attraverso un percorso intriso di passione e sperimentazione. Con diversi riconoscimenti nei più prestigiosi festival nazionali e internazionali, come la Biennale di Venezia e il Festival del Cinema di Roma, Maddalena si sta ritagliando un angolo importante nell’ambito cinematografico e musicale indipendente.
Nato nel 1977, Paco Maddalena ha sempre avuto un legame profondo con la fotografia e la musica. Dopo il liceo, si trasferisce a Bologna con l’obiettivo di studiare ingegneria, spinto dal suo amore per la matematica. Tuttavia, cambia rotta iscrivendosi prima a economia politica e poi abbandonando tutto per seguire la sua vera passione: l’arte. Si laurea al DAMS nella facoltà di Storia dell’Arte e, nel 1997, inizia a lavorare come fotografo.
Il 2002 segna un punto di svolta nella sua vita: grazie a un colpo di fortuna, ottiene il servizio civile presso il dipartimento di cinema del DAMS di Bologna, un’esperienza che lo avvicina definitivamente al mondo del video. Nel 2004, appena laureato, si trasferisce a Roma con l’obiettivo di entrare nel Centro Sperimentale di Cinematografia. Pur non riuscendo nell’intento, trova comunque il modo di inserirsi nell’ambiente cinematografico, lavorando come assistente presso Techno Vision (oggi Dvision) a Cinecittà, dove collabora con grandi nomi del settore.
La sua carriera cresce in modo stabile e graduale: da assistente diventa direttore della fotografia su set indipendenti, fino ad affermarsi definitivamente in questo ruolo. Tra le esperienze più significative, Maddalena ricorda il set del film “Chi nasce tondo” di Alessandro Valori, con Valerio Mastandrea e Tiberio Murgia, un’esperienza che lo ha immerso nella vera atmosfera romana del cinema. Un altro progetto importante è stato il videoclip di “Ombrelloni” di Simone Cristicchi, che all’epoca era ancora un cantautore poco conosciuto. Questo lavoro, realizzato per una casa di produzione torinese, segna una delle sue prime esperienze di maggior importanza.
Negli ultimi dieci anni, Maddalena si è trasferito in Puglia, dove ha fondato le sue case di produzione, le quali hanno uno studio pubblicitario chiamato Nauta Studio, dove realizza spot pubblicitari, videoclip e cortometraggi.

Dalla cinematografia alla musica ambient e sintetizzatori Eurorack
Parallelamente alla carriera cinematografica, Maddalena ha sempre coltivato una profonda passione per la musica. Da bambino suonava il pianoforte, poi la chitarra elettrica e il basso. Durante il liceo, forma le sue prime band e inizia a esibirsi con pezzi post-rock. Ad ogni modo, per un lungo periodo, mette la musica in pausa per dedicarsi completamente al cinema. Nel 2010 riprende a suonare a Roma e, durante la pandemia, si avvicina alla musica ambient.
Questo genere si integra perfettamente con la sua attività di videomaker e autore di installazioni artistiche, portandolo a sperimentare sempre più con il suono unito al video dando vita a infinite possibilità creative. “La musica ambient è come una rinascita”, afferma Maddalena. “Mi ha fatto chiudere il cerchio tra audio e video, due mondi che si rafforzano a vicenda”. Paco sottolinea fermamente il potere di audio e video quando messi assieme: “C’è una potenza che si scatena dall’incontro tra immagine e suono che tiene in vita l’ascoltatore”, continua: “immagine e suono sono l’espressione artistica per eccellenza”. Le composizioni sonore di Maddalena non sono quelle che tutti conosciamo: la sua musica si basa principalmente sul sistema modulare Eurorack, ossia dei sintetizzatori musicali composti da vari moduli indipendenti che si collegano tra loro per creare suoni attraverso l’elettricità: “il modulare non è altro che un passaggio di corrente Le note vengono date dalle frequenze, si va circa dai 10 volt, che sarebbero le ottave alte, ai -10 volt, ossia le ottave basse. L’oscillatore è il cuore del suono”, spiega. Ogni modulo ha una funzione specifica su come generare suoni (oscillatori), modificarli (effetti, filtri) o controllarne la dinamica (LFO, sequencer, ecc.).
L’eurorack permette di combinare liberamente i moduli, creando strumenti unici e suoni personalizzati attraverso l’utilizzo dei cavi patch, che definiscono il flusso del segnale. Ogni sessione è unica e irripetibile, offrendo infinite possibilità di sperimentazione.
Il suono come esperienza sensoriale: soundwalks e field recordings
Maddalena non si limita alla produzione musicale, ma esplora il suono come esperienza immersiva. Oltre a creare spettacoli teatrali e colonne sonore per cortometraggi e documentari, i suoi progetti musicali vengono utilizzati anche per organizzare soundwalks, ossia passeggiate sonore prestabilite in cui i partecipanti ascoltano composizioni formate da field recordings (registrazione di suoni sul campo) e suoni sintetizzati, creando un’esperienza sensoriale unica.
La sua musica non impone un significato univoco: lascia all’ascoltatore la libertà di interpretare e di connettersi emotivamente in modo personale. Paco ci confessa che: “la musica non è altro che un collegamento psicologico con delle emozioni che noi abbiamo già dentro. Se hai un vissuto che ti ha permesso di sperimentare con le emozioni e confrontarti a fondo con gli altri il tuo ascolto è diverso, più carico di emozioni, distinto e personale rispetto agli altri”.


Il debutto su Spotify
Nel 2022, Paco Maddalena pubblica Panorami Verticali, il suo primo album ufficiale con l’etichetta veneziana Lanterna.net. Registrato interamente durante il lockdown, rappresenta un’esplorazione sonora nata da un periodo di introspezione e riflessione. A seguire, esce Itinere, pubblicato con l’etichetta americana Histamine Tapes. Definito come “album gemello” di Panorami Verticali, Itinere si basa su field recordings e approfondisce ulteriormente la sperimentazione sonora di Maddalena. “Il fatto che il primo sia uscito con un’etichetta di Venezia e l’altro con una americana mi ha dato forza e la possibilità di avere delle risorse per approfondire me stesso, perché comunque, pur essendoci molti appassionati che condividono questo modo di fare musica, questo è un genere di nicchia.”
Il percorso di Roberto Maddalena è un esempio di come la passione, unita alla sperimentazione, possa dare vita a un linguaggio artistico, personale ed autentico senza esser prigionieri della volontà di vendere a tutti i costi. Maddalena sa che il suo è un genere per pochi, ma è contento di rappresentare un tipo di musica introspettivo: che si tratti di cinema o di musica, il suo obiettivo è sempre quello di creare esperienze che coinvolgano il pubblico in modo profondo, lasciando spazio all’immaginazione e all’emozione. “Il messaggio potrebbe essere quello di tornare a una musica più interessante, pensata e personale rispetto a quella degli ultimi anni, non fatta solo per riempire le piazze e per vendere”, conclude.
L’ultimo lavoro di Paco si intitola Frammenti, album uscito l’8 febbraio con la casa discografica Shimmering Moods. In questo album l’artista ha sperimentato di più con i sintetizzatori e con i sistemi eurorack, da cui prende ispirazione il nome dell’album. “L’album si chiama Frammenti perché il suono del synth è quasi irripetibile, dunque ho catturato dei frammenti sonori che producevo in studio e che mi rappresentavano in quel momento”, racconta. Vale la pena chiedersi come avviene il processo di denominazione delle sue composizioni in quanto esse non contengono parole, la risposta è stata chiara: “Do il nome attraverso le sensazioni che provo sul momento e che catturo tramite i suoni”. Maddalena ci confessa che ogni pezzo è un ascolto di sé stesso in quel momento, una sbirciata a quella giornata in cui ha registrato una determinata traccia. Infatti, nell’album è presente una traccia che richiama Berlino, intitolata “A Berlino vedremo le albe attraverso lo specchio del tempo” e rappresenta esattamente il momento in cui Maddalena si trovava per le strade di Berlino.
Paco Maddalena rappresenta l’essenza della sperimentazione artistica, unendo immagine e suono e superando i confini della musica tradizionale. La sua carriera dimostra che l’arte non necessita obbligatoriamente di logiche commerciali, ma nasce dalla volontà di esplorare e comunicare emozioni personali e profonde. “Frammenti” continua a tracciare un percorso personale introspettivo, offrendo al pubblico un’esperienza sonora unica in cui ogni traccia rappresenta piccoli frammenti di vita.

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