Il viola porta sfortuna in teatro: moda o superstizione?
L’arte da sempre ci trasporta in mondi al di fuori della nostra portata, ci consente di viaggiare con la mente oltre i confini rigidi della nostra società. Il teatro è quell’arte che permette di evadere dall’opprimente routine delle nostre vite, esso porta con sé una tradizione antica alle spalle, che ha origine nella magna Grecia fino ai giorni nostri. Facciamo una breve sosta nel Medioevo quando la superstizione regnava sovrana: i popoli, avvolti da un velo d’inconsapevolezza, in quell’epoca di forte religiosità e di credenze sovrannaturali, addirittura definite stregonerie, interpretavano ciò che era al di fuori della loro conoscenza come qualcosa di maligno, persino demoniaco.
Il colore viola, secondo la credenza antica propria di quell’epoca, ci aiuta a risalire alla nascita di questa superstizione. Questa colorazione era ed è tutt’ora simbolo di sacralità durante la Quaresima ed è sempre stato usato per i paramenti sacri di questa ritualità. Siccome nell’epoca medievale, durante questi quaranta giorni l’arte teatrale era vietata, i teatranti vivevano di stenti. Il colore viola assunse così un’aura di sfortuna e da lì questa superstizione navigò nei secoli fino a diventare una regola. Inoltre, era un colore costosissimo da produrre poiché servivano circa 250.000 molluschi marini della specie murice, dopo l’esposizione al sole, gradualmente il liquido ottenuto dai molluschi, diventava viola. La tonalità si intensificava più lunga era l’esposizione al sole. Rendendolo simbolo, oltre che di religiosità, anche di esclusività e regalità, accessibile dunque a pochi. Era chiamata polvere di Tiro. Si dice che lo usasse già Alessandro Magno.
Il colore ha perso la sua regalità attraverso l’invenzione dei colori sintetici, anche se la polvere naturale resta ancora un bene prezioso. Ma ha perso anche la sfortuna a lui affibbiata? Ebbene sì, nell’epoca odierna dove tutto dev’essere normalizzato e sdoganato, le celebrità hanno deciso di dare sfogo all’amore per questo colore: Paola Caruso, in un suo articolo, ci racconta come anche attraverso Pantone, “dittatore” di moda colorata, il viola stia prendendo piede nel mondo dello spettacolo e della fama. Dall’iconica Queen Elizabeth II, che ricordiamo con piacere per aver sempre avuto outfit variopinti, a Spike Lee, regista premiato ai Golden Globe, entrambi hanno indossato look in total purple sui red carpet. Rimanendo nella nostra penisola, anche il comico italiano Claudio Bisio ha partecipato alla riqualificazione del viola. Molte altre icone dello spettacolo hanno contribuito e sicuramente contribuiranno all’utilizzo di tale colore, ma non è che stiano cavalcando l’onda? Non stanno forse inventando una moda approfittando di un periodo storico dove la moda è fare ciò che moda non è?


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