Marika Carmini, specializzata in cosmetologia, ci espone il suo approccio innovativo alla skincare che congiunge semplicità e scienza: il metodo Skin Essence di Marika rivoluziona la cura della pelle con una filosofia basata su ingredienti selezionati e routine minimal.
Nata nel 1998, Marika si trasferisce a Torino nel 2019 per inseguire il suo sogno di lavorare nel mondo della dermocosmetica. Dopo la laurea in farmacia e un corso in cosmetologia, decide di condividere le sue conoscenze aprendo, nel marzo 2020, una pagina Instagram dedicata alla skincare. Un progetto nato dall’esigenza di creare uno spazio tutto suo, in cui aiuta le persone a prendersi cura della propria pelle con consapevolezza. Nel suo percorso, oltre alle nozioni apprese dai libri e dai corsi, ha sviluppato una profonda empatia e sensibilità verso gli altri, qualità che oggi caratterizzano il suo approccio unico alla skincare. Dopo anni di studio e ricerca, ha elaborato un metodo personale: Skin Essence, un modo per prendersi cura della pelle caratterizzato da una skincare minimal, ma efficace.
In questa intervista ci racconta il suo percorso, la sua filosofia e i consigli per una skincare più consapevole e personalizzata.



Cosa ti ha spinto a diventare farmacista e perché ti sei appassionata soprattutto alla
cosmetologia?
A spingermi è stata una farmacista. Da adolescente soffrivo di acne e, insieme a mia mamma, mi rivolsi a lei per capire come gestire la situazione della mia pelle. In quel periodo stavo facendo una cura con il dermatologo, ma non ero seguita dal punto di vista dermocosmetico, così decisi di parlarle. Mi aprì un mondo, e da quel momento decisi di iscrivermi alla facoltà di farmacia e di approfondire il settore della cosmetica, facoltà che permette di avere delle basi solide per specializzarsi.
Hai una pelle fantastica, è sempre stata così?
No, non è sempre stata così. Se oggi parlo di cosmetica e skincare, è anche perché ho sofferto di una forte acne nel periodo adolescenziale, che ho dovuto trattare per via farmacologica. Questo mi ha portata ad approfondire il mondo della dermocosmetica alla ricerca di rimedi per migliorare la mia pelle. Leggevo libri, mi informavo, seguivo esperti del settore e mi confrontavo con farmacisti. La mia pelle non è stata sempre sana, e anche oggi non è perfetta, ma grazie a una buona skincare riesco a mantenerla sotto controllo.
Quali sono i miti più comuni sull’acne che vorresti sfatare?
Adesso sui social si parla molto di skincare, argomento molto caldo di cui spesso circolano informazioni non propriamente corrette. Per esempio, si dice che la pelle si abitui a prodotti e che per questo andrebbero cambiati frequentemente. Non è vero: la nostra pelle ha un rinnovamento cellulare continuo, dunque non può “abituarsi” ai prodotti. Un altro mito riguarda gli autoabbronzanti, spesso visti come prodotti poco salutari. In realtà, sono soluzioni valide che si basano su una reazione chimica che scurisce gli amminoacidi della pelle, dandole colore. Infine, si dice che i prodotti naturali siano sempre migliori rispetto a quelli non naturali, ma non è vero. La sicurezza e l’efficacia di un cosmetico non dipendono dal fatto che sia naturale o meno.
Quali sono gli errori più frequenti che si commettono nel trattare l’acne ?
L’errore più comune che si fa quando si soffre di acne è utilizzare solo ed esclusivamente detergenti, saponette o altri prodotti troppo purificanti o seboregolarizzanti che spesso risultano troppo aggressivi per il viso e compromettono la barriera cutanea. Inoltre, chi soffre di acne non ha sempre la pelle grassa. Usare un detergente sgrassante può dare la sensazione di “pelle che tira”, che molti vedono come un segnale positivo. In realtà, dopo la detersione non dovremmo mai sentire questa sensazione: la pelle dev’essere morbida compatta e idratata. L’errore più grande è non avere una skincare bilanciata, ma focalizzarsi solo su prodotti purificanti e seboregolarizzanti.
Quali sono i prodotti peggiori che si possono scegliere?
In caso di pelle a tendenza acneica, sconsiglio lo scrub meccanico. Esistono tre tipi di esfoliazione: meccanica (scrub con granuli), chimica (a base di acidi) ed enzimatica. Lo scrub meccanico, sfregando sulla pelle, può peggiorare l’acne e irritare ulteriormente l’area interessata.
Consideri la skincare tanto importante quanto altri fattori come l’alimentazione e lo stile di
vita?
Assolutamente sì, la skincare è un fattore di grande importanza perché permette di tenere sotto controllo la situazione cutanea. Altri aspetti come l’alimentazione e l’attività fisica sono ugualmente importanti, per esempio l’attività fisica aiuta a ridurre i livelli di cortisolo, portando benefici sia alla mente che alla pelle.
Esistono dei prodotti che consideri fondamentali per la cura della pelle acneica?
Per chi ha una pelle a tendenza acneica, consiglio di non usare troppi prodotti. Si tratta di pelli con una barriera cutanea particolarmente danneggiata, quindi il mio motto è “less is more”: meglio seguire una skincare routine minimal. Gli step fondamentali sono: un detergente non troppo sgrassante, un’acqua tremale (che consiglio a tutte le tipologie di pelle per ridurre infiammazione e lenire), una crema che agisca sia sulla pustola che sull’idratazione e, infine, un prodotto spesso sottovalutato: la crema solare da applicare tutti i giorni per tutto l’anno. Si può anche aggiungere un siero più specifico, che aiuti a trattare le imperfezioni e, allo stesso tempo, lenire la pelle.
Quanto tempo ci vuole, in media, per vedere miglioramenti con un trattamento anti-acne?
Dipende molto dalla persona. Seguendo diverse ragazze, ho notato che i tempi variano: alcune vedono risultati già dopo 10 giorni, mentre altre devono aspettare circa un mese e mezzo per notare i primi miglioramenti. Per chi ha una pelle particolarmente danneggiata, il processo può essere più lungo, ma con costanza i risultati arrivano sempre.
Qual è il tuo consiglio principale per chi si sente insicuro a causa della propria pelle?
Capisco perfettamente questa insicurezza, perché l’ho vissuta anch’io. Una patologia dermatologica come l’acne, essendo ben visibile, spesso porta a sentirsi a disagio o in imbarazzo, soprattutto quando gli altri fanno commenti poco piacevoli amplificando il senso di insicurezza. Il mio consiglio è di non dare peso al giudizio altrui, ma concentrarsi su se stessi e lavorare per trovare una soluzione per il proprio benessere, non per accontentare gli altri.
Come si può distinguere tra un problema di acne che può essere trattato con la skincare
e uno che necessita dell’intervento di un dermatologo?
Consiglio di rivolgersi a un dermatologo quando, nonostante si segua una skincare indicata, la situazione resta fuori controllo o addirittura peggiora. Quando faccio le call conoscitive con le ragazze, chiedo di compilare un questionario e di allegare delle foto. In questo modo posso valutare se posso aiutarle direttamente o se è necessario rivolgersi a un esperto.
È davvero necessario fare la skincare routine con l’enorme quantità di prodotti, spesso
costosi, che vediamo su piattaforme come TikTok?
Sono una grande sostenitrice della skincare minimale. Sul mio profilo cerco di spiegare che non è necessario usare un’infinità di prodotti con tanti attivi diversi, una tendenza che consiglio di non seguire. Personalmente, utilizzo al massimo quattro o cinque prodotti e la mia pelle è sana. Il minimo essenziale è più che sufficiente per prendersi cura della propria pelle ed avere un aspetto sano.
Cosa ne pensi della crescente popolarità della skincare coreana e dei prodotti naturali?
Questo è un trend che sta spopolando su TikTok, la skincare coreana è molto elaborata e richiede numerosi step, fino a 10 o 12, sia al mattino che alla sera richiedendo molto tempo. Tornando al punto precedente, trovo che sia un po’ inutile. Con così tanti prodotti, non è chiaro di quale abbiamo veramente bisogno, e alla fine non si capisce quale sia quello che sta davvero aiutando la nostra pelle. Inoltre, la skincare non farà miracoli: ci sono persone, che hanno una pelle dall’aspetto perfetto poiché sono predisposte geneticamente.
Dicono che la crema solare vada applicata ogni giorno: è davvero così necessaria?
Sì, la protezione solare è forse il prodotto più importante della skincare routine. Non applicarla annulla tutto ciò che facciamo con la skincare, poiché i danni causati dal sole sono evidenti. La crema solare aiuta a prevenire piccole problematiche come macchie e imperfezioni, ma anche problemi più gravi come eritemi, scottature e melanomi. In sostanza, la protezione solare va assolutamente applicata ogni giorno e tutto l’anno se siamo all’aria aperta, anche quando il cielo è nuvoloso, perché i raggi UVA riescono a passare attraverso le nuvole.
Come si sceglie il grado di protezione solare più adatto a noi?
La scelta va fatta in base al nostro fototipo. Se abbiamo un incarnato scuro, si può optare per una protezione solare inferiore. Il fattore di protezione solare (SPF) va da 15 a 50+. Io consiglio di applicare una protezione SPF 30 minimo. Inoltre, bisogna prediligere una protezione solare con una texture leggera, poiché alcune possono risultare pesanti. Infine, assicuratevi che sulla confezione sia presente il bollino con la scritta “UVA” che indica che il prodotto protegge sia dai raggi UVB che UVA.
Ti è mai capitato un caso particolarmente difficile che sei riuscita a risolvere con
successo?
Sì, ho seguito una ragazza con ovaio policistico che soffriva di pustole sul mento, una zona particolarmente colpita se si ha questo problema. Inizialmente, la situazione non era facile, poiché si partiva da una pelle molto disidratata e danneggiata. Utilizzava un siero a base di acido salicilico mattina e sera, ma questo peggiorava le imperfezioni e la secchezza. Per prima cosa abbiamo lavorato sull’idratazione e sulla riparazione della barriera cutanea. Una volta che la pelle era più sana e compatta, abbiamo cominciato a trattare le imperfezioni. Infine, ho inserito un siero che andasse a lavorare sull’infiammazione, introducendolo in modo graduale e senza usarlo tutti i giorni, abbiamo ottenuto un bellissimo risultato ed ora ha una pelle davvero sana.
Qual è la soddisfazione più grande che provi nel tuo lavoro?
Mi occupo di consulenze dermocosmetiche seguendo ragazze che hanno problematiche a livello cutaneo concentrandomi su pelle sensibile e reattiva. Il fatto di aver creato un percorso che si basa su una skincare routine minimale e di riuscire ad ottenere degli ottimi risultati è una cosa che mi gratifica tantissimo. Un altro aspetto che mi rende felice del lavoro che faccio è notare anche un cambiamento interiore: le ragazze capiscono che non è necessario avere una pelle perfetta, ma che le piccole imperfezioni sono naturali. L’importante è accettare la propria pelle così com’è.
Se potessi dare un solo consiglio a chi lotta contro l’acne, quale sarebbe?
Non è l’acne a definire una persona. Non bisogna farsi condizionare troppo da questa problematica. Anch’io, quando ho dei brufoli sul viso, cerco di non ossessionarmi troppo. È importante affidarsi a esperti che possano guidarci nel percorso di cura e non cercare di risolvere tutto da soli, poiché in alcuni casi, la situazione potrebbe peggiorare.


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